Credito d’imposta per attività di R&S 2019 (art. 1, co. 35 ss.mm.ii, Legge di Stabilità 2015)

Possono fruire del credito di imposta, i seguenti soggetti che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo, a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2020
Sono ammissibili al credito di imposta le seguenti attività di ricerca e sviluppo effettuate nel periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2029:

  • Lavori sperimentali o teorici svolti, aventi quale principale finalità l’acquisizione di nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o usi commerciali diretti;
  • Ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti ovvero la creazione di componenti di sistemi complessi, necessaria per la ricerca industriale, ad esclusione dei prototipi di cui al punto successivo;
  • Acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica e commerciale allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati;
  • Produzione e collaudo di prodotti, processi e servizi, a condizione che non siano impiegati o trasformati in vista di applicazioni industriali o per finalità commerciali.

Non si considerano attività di ricerca e sviluppo le modifiche ordinarie o periodiche apportate a prodotti, linee di produzione, processi di fabbricazione, servizi esistenti e altre operazioni in corso, anche quando tali modifiche rappresentino miglioramenti. Sono ammesse le seguenti spese a condizione che nell’annualità di riferimento la somma di tali spese sia almeno pari a 30.000 euro:

  • personale dipendente titolare di un rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato, direttamente impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo;
  •  personale titolare di un rapporto di lavoro autonomo o comunque diverso dal lavoro subordinato direttamente impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo;
  • quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione strumenti e attrezzature;
  • contratti stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati per il diretto svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo;
  • contratti stipulati con imprese diverse da quelle indicate nel punto precedente;
  • competenze tecniche e privative industriali;
  • materiali, forniture e altri prodotti analoghi direttamente impiegati nelle attività di ricerca e sviluppo.

Il credito d’imposta si applica sulla parte delle spese ammissibili SOSTENUTE IN ECCEDENZA rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati negli anni 2012-2014 e ai fini della determinazione del credito di imposta spettante si applicano le seguenti percentuali:

  • 50% delle spese per: personale dipendente titolare di un rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato, direttamente impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo;
    contratti stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati per il diretto svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta; contratti stipulati con imprese residenti rientranti nella definizione di start-up innovative e di PMI innovative;
  • 25% per tutte le altre spese ammissibili.

Il credito di imposta è cumulabile con lealtre agevolazioni insistenti sugli stessi costi ammissibili.

Per sapere come sfruttare al meglio questa agevolazione scrivi a info@creditcast.it 

 

 

Sabatini-Ter: finanziamenti agevolati per beni strumentali

Possono beneficiare delle agevolazioni previste dalla “Sabatini ter”, le micro, piccole e medie imprese (Pmi). Sono ammessi tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca, ad eccezione dei seguenti:

  • attività finanziarie e assicurative;
  • attività connesse all’esportazione e per gli interventi subordinati all’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti di importazione.

I beni devono essere nuovi e riferiti alle immobilizzazioni materiali per “impianti e macchinari”, “attrezzature industriali e commerciali” e “altri beni” nonché a software e tecnologie digitali. Non sono in ogni caso ammissibili le spese relative a terreni e fabbricati, relative a beni usati o rigenerati, nonché riferibili a “immobilizzazioni in corso e acconti”

E’ prevista la possibilità di accedere ad un contributo maggiorato per la realizzazione di investimenti inerenti “Industria 4.0”, quindi in tecnologie digitali – compresi gli investimenti in big data, cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, realtà aumentata, manifattura 4D, Radio frequency identification (RFID)- e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti.

Gli investimenti devono soddisfare i seguenti requisiti:

  • autonomia funzionale dei beni, non essendo ammesso il finanziamento di componenti o parti di macchinari che non soddisfano tale requisito;
  • correlazione dei beni oggetto dell’agevolazione all’attività produttiva svolta dall’impresa.

Le agevolazioni consistono nella concessione, da parte di banche e intermediari finanziari, di finanziamenti alle micro, piccole e medie imprese per sostenere gli investimenti previsti dalla misura, nonché di un contributo da parte del Ministero dello Sviluppo Economico rapportato agli interessi sui predetti finanziamenti.

L’investimento può essere interamente coperto dal finanziamento bancario (o leasing).

Il finanziamento, che può essere assistito dalla garanzia del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” fino all’80% dell’ammontare del finanziamento stesso, deve essere:

  • di durata non superiore a 5 anni;
  • di importo compreso tra 20.000 euro e 4milioni di euro;

interamente utilizzato per coprire gli investimenti ammissibili.

Il contributo del Ministero dello Sviluppo Economico è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di cinque anni e di importo uguale all’investimento, ad un tasso d’interesse annuo pari al:  

  • 2,75%per gli investiment iordinari;
  • 3,575% per gli investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti (investimenti in tecnologie cd. “industria 4.0”).

Per saperne di più e poter usufruire di questa agevolazione scrivi a info@creditcast.it 

 

Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali

Beneficiarie dell’agevolazione sono tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.

Il credito d’imposta del 6% per gli investimenti in altri beni strumentali materiali è riconosciuto anche agli esercenti arti e professioni.

Lo strumento mira a supportare e incentivare le imprese che investono in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato.

Il credito si applica agli investimenti effettuati a decorrere dal 1° gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, ovvero entro il 30 giugno 2021 a condizione che entro il 2020 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

Per gli investimenti in beni strumentali materiali tecnologicamente avanzati è riconosciuto un credito d’imposta nella misura del:

  •  40% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 20% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro.

Per gli investimenti in beni strumentali immateriali funzionali ai processi di trasformazione 4.0 è riconosciuto un credito d’imposta nella misura del:

  • 15% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 700.000 euro. Si considerano agevolabili anche le spese per servizi sostenute mediante soluzioni di cloud computing per la quota imputabile per competenza.
  • Per investimenti in altri beni strumentali materiali, diversi da quelli ricompresi nel citato allegato A, è riconosciuto un credito d’imposta nella misura del 6% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 2 milioni di euro.

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione in cinque quote annuali di pari importo, ridotte a tre per gli investimenti in beni immateriali.

IMPORTANTE: Il credito d’imposta è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano a oggetto i medesimi costi nei limiti massimi del raggiungimento del costo sostenuto.

Scrivi a info@creditcast.it per saperne di più e beneficiare di questa importante agevolazione. 

 

SIMEST – PATRIMONIALIZZAZIONE DELLE PMI ESPORTATRICI

La misura è volta a stimolare, migliorare e salvaguardare la solidità patrimoniale delle imprese per accrescere la loro capacità di competere sui mercati esteri. A tal fine le imprese debbono presentare il relativo piano di sviluppo.

A CHI SI RIVOLGE?

La misura è rivolta alle Piccole e Medie Imprese che abbiano almeno tre bilanci depositati, aventi sede legale in Italia, in forma di società di capitali, che abbiano realizzato nei tre esercizi finanziari precedenti (Il fatturato export deve essere presente in ciascuno dei tre esercizi antecedenti la presentazione della domanda) alla presentazione della domanda, un fatturato estero pari, in media, ad almeno il 35% del fatturato complessivo.

QUALI SONO GLI OBIETTIVI DELL’INTERVENTO?

Obiettivo principale è quello di migliorare il livello di solidità patrimoniale delle aziende che esportano, mantenendolo o portandolo al di sotto del livello soglia. L’indicatore che stabilisce tale livello è con l’indice di copertura delle immobilizzazioni (rapporto tra patrimonio netto e attività immobilizzate nette).

Tale livello soglia è posto uguale a:

  • 0,65 per le imprese industriali/manifatturiere;
  • 1,00 per le imprese commerciali/di servizi.

Il livello è calcolato sull’ultimo bilancio approvato dall’impresa prima dell’esame della domanda ed è definito come “livello di ingresso”.

Non sono ammissibili al finanziamento le domande presentate da PMI con livello di solidità patrimoniale superiore a 1,60  se industriali/manifatturiere o superiore a 2,60 se commerciali/di servizi.

Se il livello di ingresso risulta inferiore al livello soglia l’obiettivo dell’intervento è quello di raggiungerlo o superarlo, se invece il livello di ingresso risulta uguale o superiore al livello soglia, l’obiettivo è di superarlo o dimantenerlo.

IN COSA CONSISTE L’AGEVOLAZIONE?

L’intervento consiste in un finanziamento agevolato erogato direttamente da Simest ad un tasso fisso pari al 10% del tasso di riferimento comunitario. Il 40% del finanziamento agevolato concesso è in forma di contributo a fondo perduto e non è pertanto soggetto a restituzione.

Il contributo a fondo perduto è concesso nel limite massimo di 100.000 euro ed è concesso in regime de

minimis (1407/13)[1].

L’importo massimo del finanziamento è di 400.000 euro, calcolato nel limite del 25% del patrimonio netto dell’impresa richiedente, nel rispetto della norma de minimis e nei limiti massimi previsti di esposizione verso il fondo (pari al 35% dei ricavi medi dell’ultimo triennio).

Il rimborso del finanziamento è previsto in due fasi:

  1. fase di erogazione e di preammortamento:

L’erogazione del 100% del finanziamento concesso avviene in un’unica tranche entro 30 giorni dalla data di stipula del contratto di finanziamento.

Dalla data di erogazione decorre la fase di preammortamento (a tasso di riferimento) che termina alla fine del primo o del secondo esercizio intero successivo a tale data, in base alla scelta dell’azienda in fase di domanda.

Al termine della fase di preammortamento, SIMEST verifica il livello di solidità patrimoniale raggiunto rispetto al livello di ingresso

  1. fase di rimborso (seconda fase)

Alla verifica del nuovo livello di solidità patrimoniale si posso presentare due casi:

  1. Le imprese che al termine della prima fase hanno rispettato l’obiettivo provvederanno al rimborso in 4 anni, con rate in linea capitali costanti semestrali posticipate, al tasso agevolato pari al 10% del tasso di riferimento comunitario, purché non inferiore allo 0%;
  2. Le imprese che al termine della fase di erogazione non hanno raggiunto l’obiettivo perché non raggiungono il livello soglia o registrano una flessione del livello di ingresso, dovranno rimborsare il finanziamento in misura dilazionata a tasso di riferimento, con proroga della fideiussione eventualmente acquisita o acquisizione di nuova fideiussione nella misura deliberata dal comitato;

 

Garanzie:

A seguito delle modifiche introdotte successivamente all’emergenza economico-sanitaria COVID-19, tutti i finanziamenti erogati entro il 31 dicembre 2020 non sono soggetti alla presentazione di garanzie.

A partire dal 1 gennaio 2021, le erogazioni del finanziamento saranno nuovamente subordinate alla presentazione di garanzie deliberate dal comitato; tali garanzie possono essere in una delle seguenti forme:

  • fideiussione bancaria conforme allo schema SIMEST
  • fideiussione assicurativa conforme allo schema SIMEST
  • fideiussione di intermediari finanziari convenzionati con SIMEST
  • cash collateral costituito in pegno

COME SI OTTIENE IL FINANZIAMENTO?

L’impresa presenta la domanda attraverso procedura informatica e la richiesta viene esaminata dal Comitato Agevolazioni di SIMEST che, entro 60 giorni, delibera in merito alla concessione del finanziamento e alle garanzie richieste.

L’erogazione avviene in unica soluzione dopo la stipula del finanziamento.

Scrivi a info@creditcast.it per una prima analisi di fattibilità.